Presentazione

Da decenni il catarismo è materia di studi da parte di storici e medievalisti e numerosi sono i libri che sono stati scritti sul tema. Alcune persone o gruppi hanno tentato di far rivivere, spesso maldestramente, questa spiritualità. Coloro che hanno provato a fare delle ricerche a carattere spirituale hanno spesso voluto afferrare il catarismo al di fuori della sua storia e della teologia cristiana.  Coloro che oggi designiamo come  “Catari” o “Perfetti” non si sono mai definiti come tali, né mai furono chiamati in questo modo dalla popolazione, ma piuttosto come  “Cristiani”, o “Buoni Cristiani”. Solo in alcune deposizioni davanti all’Inquisizione o nelle “Summa” contro gli eretici, ritroviamo tali termini. Possiamo supporre che la definizione di “Buoni Cristiani” fosse in opposizione ad un falso cristianesimo, un cristianesimo deformato, imposto da Costantino nel IV secolo: il Cattolicesimo.

Per una comprensione del catarismo, paradossalmente è stato obbligatorio capire la filosofia catara partendo dallo stesso cattolicesimo. Nel peggiore dei casi, si cercò di innestarvi nella loro filosofia ogni tipo di considerazioni esoteriche o bizzarrie.

In realtà, il Catarismo attinse la sua origine dagli inizi del cristianesimo. I Catari furono gli eredi di uomini e donne che al seguito di Gesù, vennero perseguitati a Gerusalemme, per blasfemia. Il processo e la lapidazione del giovane diacono Étienne, uomo “pieno di fede e di Spirito Santo” (Atti 11: 24), sono a questo titolo rivelatori, in quanto egli fu condannato per aver proferito “delle parole blasfeme contro Mosè e contro Dio” (Atti 6: 11).
Chiaramente questi uomini e queste donne furono incolpati sulla base dello stesso capo di accusa di cui Gesù fu incriminato.

“Obbligati a scuotere la polvere dai loro sandali” (Marco 6: 11), essi si esiliarono in Siria. Ed è precisamente ad Antiochia che vennero perseguitati per la loro fede e furono denominati per la prima volta col termine di “Cristiani”, per non confonderli con altre comunità. Fu presso queste comunità Cristiane che Paolo si convertì e divenne l’apostolo di quel cristianesimo poi sviluppato da Cerdone e Marcione, due delle più vecchie figure del cristianesimo nascente.

Il cristianesimo oppone l’imperativo dell’Agape evangelico, diversamente detto “l’amore del padre verso il figlio”, alla Legge mosaica. Oppone il Dio del Vangelo, buono e straniero a questo mondo, al dio del Torah, il giustiziere e creatore di questo mondo. Dio che i Catari identificavano con Lucifero, l’angelo caduto. Quest’ultimo si definisce Dio e vuole essere perfetto e buono, ma non lo può, perché tutto ciò che fa è macchiato di imperfezione e di corruzione. Le sue opere manifestano della sua vera natura.

Il cristianesimo dei Catari non era un insieme di credenze, ma un impegno di vita rinnovata nello spirito evangelico.
Il loro cristianesimo si può definire innanzitutto come una pratica di vita, e non può essere ridotto ad un corpo di dottrine. Non si tratta neanche di un sincretismo speculativo. Come annunciato dal Vangelo, il cristianesimo è una via, un avanzamento che nasce a partire da un rivolgimento interiore che la conversione di Paolo sulla strada di Damasco illustra magnificamente. Il cuore e il punto di partenza del cristianesimo si trovano in questa conversione a 180 gradi  che il vero battesimo cristiano, spirituale, attesta: l’imposizione delle mani che infondono lo Spirito Santo.

Lontano dal soddisfarci di pii discorsi, abbiamo deciso di metterci in marcia, di seguire la via evangelica preparandoci a lasciare tutto ciò che era finora la nostra vita.
Ci prepariamo a consegnarci per intero alla grazia di Dio.
Per fare ciò, ci siamo fissati un ritmo di progressione, un passo a passo, perché tutto è da ricostruire. La chiesa Catara, la comunità vivente di uomini e di donne, deve essere edificata pietra su pietra. Non di pietre materiali perché non si tratta in nessun caso di un edificio, ma di pietre viventi: “Là dove due o tre sono raccolti nel mio nome, io sono in mezzo a loro” (Matteo, 18: 20).

Organizziamo ogni quadrimestre, per tutti quelli che si inseriscono sinceramente in questo progetto, una settimana di ritiro spirituale, mettendo in pratica tutto ciò che facevano i Catari e tutto ciò che sentiamo di mettere in opera a nostra volta.
Riuniamo ugualmente i nostri mezzi per costruire un luogo di vita, una “dimora catara” che permetta di accogliere coloro che si preparano ad impegnarsi nella via evangelica così come di coloro che desidereranno venire a ritemprarsi per un momento vicino ad essi.
È questo progetto che  vi proponiamo di seguire.
Troverete i nostri elementi di riflessione, i lavori e gli studi in corso. Potrete reagire lasciando anche un commento in calce ai testi che si trovano su questo sito.
Entrate nella nostra casa catara virtuale e percorrete le pagine di questo sito così come si passa da una stanza a un altra.
Siete i benvenuti.

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